
Storia degli Italiani, vol. 05 (di 15)
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Il libro
Il Medioevo come specchio critico del presente: è questa la chiave con cui Cesare Cantù apre il quinto tomo della sua Storia degli Italiani, interrogandosi su cosa distingua davvero "essi e noi", gli uomini di allora e quelli del suo Ottocento. Da questa riflessione metodologica il racconto si getta nel cuore delle vicende altomedievali: le invasioni longobarde, le trame del duca di Spoleto Teodicio contro Roma, la cattura del papa e le lotte per il soglio pontificio tra fazioni rivali. Con la consueta ambizione totalizzante, Cantù intreccia cronaca militare, storia ecclesiastica e riflessione sulla natura della civiltà, componendo un affresco che vuole essere insieme racconto documentato e lezione morale per i lettori del Risorgimento. Il libro sesto qui contenuto conferma la capacità dell'autore di trasformare l'erudizione storica in una narrazione capace di appassionare e istruire generazioni di lettori italiani.
L’autore
Nato nel 1804 a Brivio, in Brianza, Cesare Cantù si formò come autodidatta leggendo avidamente i classici italiani e stranieri mentre insegnava a Sondrio, dove si trasferì giovanissimo insieme al fratello. Divenuto poi docente a Como e infine a Milano, presso il collegio Sant'Alessandro dove aveva trascorso l'adolescenza, entrò in contatto con l'ambiente intellettuale della città, stringendo rapporti con Alessandro Manzoni e Tommaso Grossi. Nel 1833 fu arrestato con l'accusa di appartenere alla Giovine Italia di Mazzini e trascorse quasi un anno in carcere, dove scrisse il suo romanzo storico più noto, Margherita Pusterla, pubblicato solo nel 1838 a causa della censura austriaca: un'opera cupa e pessimista, costruita sul modello dei Promessi Sposi ma priva del lieto fine manzoniano. Storico, letterato e politico legato all'area romantica e al cattolicesimo, fu deputato al parlamento dal 1860 al 1867 e fondò l'Archivio storico lombardo. Autore prolifico, scrisse saggi storici di vastissimo respiro come la Storia Universale, oltre a opere di storiografia letteraria dedicate proprio al commento dei Promessi Sposi. Dal 1873 fino alla morte diresse l'Archivio di Stato di Milano, che riorganizzò e trasferì nella sede del Palazzo del Senato. Morì a Milano nel 1895.
Scheda
- Autore
- Cesare Cantù
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Storia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 555
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2407






