
Studii sulla letteratura contemporanea: Seconda serie
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Il libro
Nato dalle pagine di un giornale politico, questo secondo volume di saggi critici raccoglie le riflessioni di uno dei protagonisti del verismo italiano sugli scrittori e le opere che stavano ridisegnando il panorama letterario del tempo. Con lo sguardo attento e talvolta impietoso del critico che è anche narratore, Capuana esamina la nuova narrativa che si va affermando in Italia, misurandosi in particolare con l'opera di Giovanni Verga e con quella capacità, rara e preziosa, di far scomparire la mano dello scrittore dietro la vita che racconta. Tra analisi stilistiche, giudizi taglienti e appassionate difese di un'idea di letteratura aderente al vero, i saggi restituiscono il clima intellettuale di un'Italia che cercava una propria via alla modernità narrativa, lontana dai modelli romantici ormai esausti. Una testimonianza preziosa non solo sulla letteratura altrui, ma sulla poetica dello stesso Capuana, teorico e praticante del verismo siciliano.
L’autore
Nato a Mineo, in provincia di Catania, nel 1839 da una famiglia di agiati proprietari terrieri, Luigi Capuana studiò giurisprudenza a Catania ma abbandonò gli studi nel 1860 per partecipare all'impresa garibaldina come segretario del comitato insurrezionale del suo paese. Trasferitosi a Firenze nel 1864, frequentò gli scrittori più noti dell'epoca e avviò la carriera di critico letterario e teatrale per il quotidiano La Nazione, pubblicando anche le sue prime novelle di ambientazione siciliana. Tornato in Sicilia nel 1868 per la morte del padre, fu ispettore scolastico e sindaco della sua città natale, per poi trasferirsi a Milano nel 1875 su consiglio dell'amico Giovanni Verga, con cui strinse un legame fondamentale per lo sviluppo del Verismo italiano. A Milano collaborò con il Corriere della Sera e pubblicò nel 1879 il romanzo Giacinta, considerato il manifesto del nuovo movimento letterario ispirato al naturalismo di Zola. Teorico tra i più importanti del Verismo, concepì un romanzo costruito come un documento della realtà rurale siciliana, incentrato sulla psicologia dei personaggi trattata in modo impersonale, come emerge soprattutto nel suo capolavoro, Il marchese di Roccaverdina (1901). Fu anche autore di fiabe, novelle e saggi critici, e tornato definitivamente in Sicilia insegnò all'Università di Catania, dove morì nel 1915.
Scheda
- Autore
- Luigi Capuana
- Collana
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 210
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2587






