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Il libro
Una raccolta che riunisce traduzioni e libere riduzioni da poeti classici e moderni, pubblicata postuma a testimonianza degli interessi e delle scelte di gusto di uno dei maggiori lirici italiani tra Otto e Novecento. I testi tradotti, prevalentemente in versi epici e narrativi, spaziano da episodi dell'epica antica a componimenti moderni, accomunati — come rileva la prefazione — da un filo tematico ricorrente: eroismo, infanzia, figure materne, natura, morte. Più che un semplice esercizio filologico, la raccolta rivela attraverso le scelte di traduzione la sensibilità profonda e i temi prediletti dal poeta stesso, offrendo un accesso indiretto ma rivelatore alla sua poetica personale. Lo stile, fedele all'originale eppure permeato dalla voce inconfondibile del traduttore, restituisce con musicalità e pathos episodi di grande intensità narrativa e affettiva, in un dialogo costante fra la propria vena creativa e i modelli amati.
L’autore
Giovanni Pascoli nacque a San Mauro di Romagna nel 1855 e morì a Bologna nel 1912; è considerato, insieme a Gabriele D'Annunzio, il maggiore poeta decadente italiano, pur avendo una formazione di stampo positivistico. Quarto di dieci figli di un amministratore agricolo, la sua infanzia fu segnata da un lutto atroce: nel 1867 il padre venne assassinato in circostanze mai del tutto chiarite, un trauma che innescò la rovina economica della famiglia e una serie di morti premature tra fratelli e sorelle. Da questa ferita biografica nacque gran parte della sua ispirazione poetica, rielaborata in componimenti come «La cavalla storna» e «X Agosto». Nel saggio programmatico «Il fanciullino» (1897) espresse una concezione intima e quasi primitiva della poesia, capace di recuperare lo sguardo infantile e stupito sul mondo, rivendicando per il poeta un ruolo di guida morale e civile. Pur estraneo ai movimenti letterari del suo tempo e poco incline alla poesia europea contemporanea, la sua opera è attraversata da tendenze simboliste e spiritualistiche tipiche del decadentismo di fine Ottocento, in tensione costante con il classicismo ereditato dal maestro Giosuè Carducci. Benedetto Croce, primo grande critico della sua opera, lo definì un «piccolo grande poeta», giudizio controverso ma capace di segnare a lungo la ricezione critica pascoliana.
Scheda
- Autore
- Giovanni Pascoli
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Poesia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 54
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-3131






