
Tristi Amori
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Il libro
In una piccola città di provincia, l'avvocato Giulio Scarli vive un'esistenza apparentemente serena accanto alla moglie Emma e alla piccola figlia Gemma, finché il ritorno di antiche passioni non minaccia di far crollare l'equilibrio familiare faticosamente costruito. Tra i conti Arcieri, legati da vincoli di sangue e da segreti taciuti, e le tensioni sempre più esplicite tra dovere coniugale e richiami del passato, si consuma un dramma borghese fatto di dialoghi serrati e silenzi eloquenti. Giuseppe Giacosa, tra i massimi commediografi italiani di fine Ottocento e futuro librettista pucciniano, mette in scena con misura ed eleganza le contraddizioni della vita matrimoniale e i «tristi amori» che sopravvivono clandestini sotto la superficie delle convenzioni sociali. Rappresentata per la prima volta a Roma nel 1888, questa commedia in tre atti resta un esempio raffinato di teatro psicologico italiano, capace di indagare con delicatezza le ferite nascoste della vita di coppia.
L’autore
Nato nel 1847 a Colleretto Parella, nel Canavese, da una famiglia di avvocati e notabili locali, Giuseppe Giacosa fu drammaturgo, scrittore e librettista tra i più affermati del suo tempo. Laureatosi in legge a Torino nel 1868, preferì presto dedicarsi alla poesia e al teatro, frequentando con assiduità i salotti torinesi. Tra il 1872 e il 1904 scrisse venticinque opere teatrali che gli valsero fama e successo in Italia, in Europa e in America, passando da drammi di ambientazione storica come «Una partita a scacchi» a opere di impronta più naturalista come «Tristi amori» e «Come le foglie», in cui indagò con toni misurati il disagio morale della borghesia. Diresse la scuola di recitazione dell'Accademia dei filodrammatici a Milano e fu, dal 1901 fino alla morte, direttore del supplemento letterario «La Lettura» del «Corriere della Sera». Il suo contributo più duraturo alla cultura internazionale fu però quello di librettista: in collaborazione con Luigi Illica scrisse i testi delle opere che Giacomo Puccini compose tra il 1893 e il 1904, «La bohème», «Tosca» e «Madama Butterfly». Fu amico personale di Giuseppe Verdi e di numerosi protagonisti della cultura italiana del suo tempo. Morì nel 1906 nella stessa Colleretto Parella dove era nato.
Scheda
- Autore
- Giuseppe Giacosa
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Teatro e drammaturgia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 62
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2223






