
Emilio Praga
Emilio Praga nacque nel 1839 a Gorla, presso Milano, da un'agiata famiglia industriale, e fu scrittore, poeta, pittore e librettista, tra i massimi esponenti della Scapigliatura milanese; fu anche padre del drammaturgo Marco Praga. Compì numerosi viaggi in Europa da giovane, soggiornando a lungo a Parigi, dove studiò Baudelaire, Victor Hugo e Musset e si dedicò alla pittura ad acquerello. Tornato a Milano, si legò ai fratelli Boito e agli ambienti scapigliati, ma dopo la morte del padre e il dissesto dell'azienda familiare si abbandonò all'alcol e a una vita disordinata, incarnando più di altri il modello baudelairiano del poeta maledetto. Esordì con la raccolta «Tavolozza» (1862), seguita dalla più provocatoria «Penombre» (1864), scandalosa per i temi trasgressivi e i toni di dichiarato omaggio a Baudelaire, e infine dalle più pacate «Fiabe e leggende» (1869); i carmi di «Trasparenze» uscirono postumi nel 1878. La separazione dalla moglie e dal figlio undicenne aggravò il suo malessere: morì a Milano nel 1875, appena trentaseienne, probabilmente di cirrosi epatica.
3 libri


