
Chiose alla cantica dell'Inferno di Dante Alighieri: pubblicate per la prima volta in corretta lezione con riscontri e fac-simili di codici, e precedute da una indagine critica
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Il libro
Chi meglio del figlio di Dante poteva spiegare i primi, oscuri passi dell'Inferno ai lettori del Trecento? Jacopo Alighieri, poco dopo la morte del padre, compose queste chiose alla prima cantica della Commedia: un commento verso per verso che scioglie allegorie, richiama fonti classiche e teologiche, e apre uno sguardo privilegiato su come la cerchia più intima del poeta intendesse il suo capolavoro. Questa edizione critica del primo Novecento, curata da Jarro (Giulio Piccini) con il confronto di codici manoscritti e fac-simili, restituisce finalmente in lezione corretta un testo per secoli tràdito in modo lacunoso e corrotto, preceduto da un'indagine che ne ricostruisce la genesi e l'attendibilità. Un documento prezioso non solo per la storia della fortuna dantesca, ma per chiunque voglia intravedere, attraverso gli occhi di un contemporaneo e consanguineo, il significato che i primi lettori attribuirono ai gironi infernali, ai peccati e alle pene descritte dal Sommo Poeta.
L’autore
Figlio di Dante Alighieri e di Gemma Donati, Jacopo nacque a Firenze tra il 1286 e il 1289 e seguì il padre nell'esilio, condividendone gli spostamenti tra Verona e Ravenna, città dove rimase fino al 1322 sotto la protezione dei Da Polenta. Rientrato a Firenze nel 1325, ottenne gli ordini minori e un canonicato a Verona, dedicandosi anche a recuperare i beni familiari confiscati. È ricordato soprattutto come uno dei primissimi commentatori della «Divina Commedia»: la sua «Chiosa all'Inferno», composta l'anno successivo alla morte del padre, rappresenta il primo commento in volgare all'opera dantesca ed era destinata ad accompagnare la copia della «Commedia» inviata a Guido da Polenta. Compose inoltre il «Dottrinale», poemetto in sessanta capitoli di argomento astronomico, religioso e morale, in cui l'imitazione dello stile paterno si intreccia con inflessioni proprie della sua esperienza personale. Morì probabilmente a Firenze nel 1348, durante l'epidemia di peste nera. La sua opera di commentatore resta un tassello fondamentale per la ricezione e la diffusione della «Commedia» già nel secolo della morte di Dante.
Scheda
- Autore
- Jacopo Alighieri
- Collana
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 123
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2393






