
Degli ultimi casi di Romagna
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Il libro
Dopo i tumulti falliti in Romagna nel 1845, un intellettuale già inviato in missione di ricognizione tra i patrioti italiani prende la penna per denunciare con lucidità politica gli errori di una strategia insurrezionale condotta senza adeguata preparazione. Massimo d'Azeglio, dedicando lo scritto all'amico Cesare Balbo in nome di una comune fede nell'indipendenza italiana, analizza con spirito critico le cause del fallimento dei moti romagnoli, denunciando l'improvvisazione cospirativa e invocando invece un cammino di riforme legali, di educazione civile e di coraggio morale prima ancora che di coraggio fisico. Il pamphlet, che ebbe enorme risonanza politica alla vigilia del Quarantotto, si configura come un appello al popolo italiano a intraprendere la via della moderazione operosa contro l'avventurismo cospirativo, in aperta polemica con le correnti più radicali del movimento nazionale. Testo chiave del liberalismo moderato risorgimentale, resta una testimonianza fondamentale del dibattito politico italiano alla vigilia dell'Unità.
L’autore
Nato a Torino nel 1798 da Cesare Taparelli d'Azeglio, esponente della Restaurazione sabauda, e da Cristina Morozzo della Rocca, Massimo Taparelli d'Azeglio trascorse parte dell'infanzia a Firenze, dove conobbe Vittorio Alfieri, amico di famiglia e amante della contessa d'Albany. Tornato a Torino, studiò filosofia all'università senza particolare entusiasmo, mentre il padre lo educava a un forte senso del dovere attraverso sport ed esercizi fisici. Seguì il padre a Roma nel 1814, entrando in contatto con artisti come Canova e Thorvaldsen e coltivando la propria passione per la pittura, oltre a conoscere personalità come Rossini e Paganini. Intrapresa brevemente la carriera militare come ufficiale di cavalleria, la abbandonò per dissensi con l'aristocrazia. Fu politico, patriota, pittore e scrittore, protagonista di primo piano del Risorgimento italiano e legato per parentela ad altre importanti famiglie piemontesi come i Balbo. Morì a Torino nel 1866.
Scheda
- Autore
- Massimo d'Azeglio
- Collana
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 216
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2527






