
Dell'Emancipazione civile degl'Israeliti
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Il libro
Perché mai in uno stato civile una parte della popolazione dovrebbe restare esclusa dai pieni diritti civili solo a causa della propria fede religiosa? È la domanda che muove questo saggio, scritto da uno dei protagonisti del Risorgimento moderato, a sostegno della piena emancipazione degli ebrei negli stati italiani. Massimo d'Azeglio smonta pregiudizi radicati, consuetudini discriminatorie mai sancite da leggi esplicite ma tenacemente praticate, e discute il tema alla luce dei principi cristiani di fratellanza universale, oltre che delle esigenze di modernizzazione civile della penisola. Con l'autorevolezza dello statista e la chiarezza dell'uomo di lettere, l'opuscolo affronta un tema allora scottante, intrecciandolo alle speranze di rinnovamento politico e morale suscitate dai sovrani riformatori del tempo. Testimonianza diretta del dibattito ottocentesco sui diritti civili, resta un documento importante per comprendere le radici culturali del processo di emancipazione ebraica in Italia, condotto da una delle voci più autorevoli del liberalismo risorgimentale.
L’autore
Nato a Torino nel 1798 da Cesare Taparelli d'Azeglio, esponente della Restaurazione sabauda, e da Cristina Morozzo della Rocca, Massimo Taparelli d'Azeglio trascorse parte dell'infanzia a Firenze, dove conobbe Vittorio Alfieri, amico di famiglia e amante della contessa d'Albany. Tornato a Torino, studiò filosofia all'università senza particolare entusiasmo, mentre il padre lo educava a un forte senso del dovere attraverso sport ed esercizi fisici. Seguì il padre a Roma nel 1814, entrando in contatto con artisti come Canova e Thorvaldsen e coltivando la propria passione per la pittura, oltre a conoscere personalità come Rossini e Paganini. Intrapresa brevemente la carriera militare come ufficiale di cavalleria, la abbandonò per dissensi con l'aristocrazia. Fu politico, patriota, pittore e scrittore, protagonista di primo piano del Risorgimento italiano e legato per parentela ad altre importanti famiglie piemontesi come i Balbo. Morì a Torino nel 1866.
Scheda
- Autore
- Massimo d'Azeglio
- Collana
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 57
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2509






