
Istoria civile del Regno di Napoli, v. 7
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Il libro
Dalle turbolenze dinastiche del tardo regno aragonese fino alle congiure baronali contro Ferdinando d'Aragona, Pietro Giannone ricostruisce in questo settimo volume uno dei periodi più instabili della storia del Regno di Napoli, tra pretendenti al trono, interventi papali e le mene dei baroni ribelli che invocano ora Giovanni d'Aragona ora Giovanni d'Angiò come proprio sovrano. Opera fondamentale della storiografia illuminista italiana, la Istoria civile affronta la storia napoletana da una prospettiva laica e giurisdizionalista, mettendo in luce con lucidità critica il conflitto perenne tra potere civile e ingerenza ecclesiastica che ha segnato le vicende del Mezzogiorno. Giannone, che pagò con l'esilio e la prigionia la propria libertà di pensiero, costruisce un'opera che è insieme cronaca storica e trattato politico, capace di leggere nelle vicende dinastiche napoletane le grandi questioni del rapporto tra Stato e Chiesa nell'Italia moderna.
L’autore
Nato a Ischitella nel 1676, Pietro Giannone fu saggista, giurista e storico, tra le figure di spicco dell'Illuminismo italiano. Lasciato il paese natale a diciotto anni per studiare giurisprudenza a Napoli, vi entrò in contatto con l'ambiente intellettuale vicino a Giambattista Vico e maturò un forte interesse per gli studi storici, che lo occupò per un ventennio nella stesura della sua opera più nota, «Dell'istoria civile del regno di Napoli», il cui contenuto gli procurò numerosi problemi con la Chiesa. Costretto a lasciare Napoli, trovò rifugio e protezione a Vienna presso la corte asburgica, per poi trasferirsi a Venezia, dove rifiutò sia una cattedra universitaria a Padova sia un incarico di consulente giuridico della Serenissima, che nel 1735 lo espulse dai suoi territori. Dopo un peregrinare tra varie città italiane, giunse a Ginevra, dove scrisse l'opera dal forte impianto anticlericale «Il Triregno», che gli costò una nuova persecuzione ecclesiastica culminata nella cattura, avvenuta con un tranello in Savoia nel 1736. Recluso per dodici anni nelle prigioni sabaude, fu costretto ad abiurare le proprie idee ma non riottenne mai la libertà: morì nel 1748 nella fortezza della Cittadella di Torino, dopo aver composto in carcere alcuni dei suoi scritti più celebri.
Scheda
- Autore
- Pietro Giannone
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Storia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 325
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2341






