
La Merope
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Il libro
Regina vedova e prigioniera del proprio dolore, Merope resiste da anni alle pressioni di Polifonte, l'usurpatore che le ha ucciso il marito e ora la vuole in sposa per legittimare il trono di Messenia. Quando un giovane sconosciuto, Egisto, giunge a corte, il sospetto e la disperazione di una madre che crede perduto il proprio figlio innescano un meccanismo di equivoci tragici, tra accuse infondate, minacce di vendetta e il timore costante che la verità arrivi troppo tardi. Scipione Maffei, riprendendo un mito greco caro alla tragedia classica, costruisce un dramma serrato di riconoscimenti mancati e passioni regali, dove l'odio politico si intreccia all'amore materno più assoluto. «La Merope» è considerata una delle vette della tragedia italiana del Settecento: versi solenni, tensione crescente e un conflitto tra ragion di stato e affetti familiari che non concede tregua fino al gran finale.
L’autore
Nato a Verona nel 1675 da una famiglia nobile, Scipione Maffei si formò nei collegi gesuiti di Parma e Roma prima di intraprendere la carriera militare nell'esercito bavarese, che abbandonò dopo la battaglia di Donauwörth per dedicarsi agli studi e alla scrittura. Contribuì in modo determinante al rilancio del teatro italiano nella prima metà del Settecento e collaborò alla riforma dell'Università di Torino su incarico del re Vittorio Amedeo II. Erudito e paleografo di rilievo, scoprì importanti manoscritti antichi nella biblioteca capitolare di Verona, tra cui un prezioso codice palinsesto contenente testi giuridici romani, e fondò nel 1714 il Museo Lapidario veronese, considerato il primo museo del genere in Europa. Ebbe anche il merito scientifico di intuire correttamente la direzione di formazione dei fulmini. Viaggiò a lungo in Europa, soggiornando a Parigi come membro dell'Académie des Inscriptions, e maturò una visione politica di cattolicesimo illuminato: nel trattato Consiglio politico denunciò con lucidità la fragilità istituzionale della Repubblica di Venezia, proponendo un maggiore coinvolgimento dei cittadini sul modello romano, idee che ebbero fortuna durante il Risorgimento. Morì a Verona nel 1755, lasciando un'eredità di studi storici, scientifici e teatrali di ampio respiro.
Scheda
- Autore
- Scipione Maffei
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Teatro e drammaturgia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 51
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2929






