
La novellaja fiorentina: Fiabe e novelline stenografate in Firenze dal dettato popolare
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Il libro
Fiabe di orchi e principesse, novelline di furbi contadini e spose sventurate, racconti tramandati di bocca in bocca nelle case popolari di Firenze: Vittorio Imbriani raccoglie e trascrive con rigore filologico un patrimonio orale che rischiava di andare perduto, restituendolo nella sua lingua viva e colorita, ricca di cadenze dialettali e formule tradizionali. Tra streghe, animali parlanti, inganni smascherati e giustizia poetica, questa raccolta accoglie storie che intrattengono e insieme custodiscono la memoria di un mondo contadino fatto di superstizioni, saggezza pratica e fantasia popolare. Arricchita da numerose note comparative e dalla riproposizione della celebre Novellaja milanese dello stesso autore, l'opera è insieme un libro di intrattenimento e un monumento agli studi di folklore italiano dell'Ottocento. Pagine che restituiscono, con freschezza intatta, l'incanto della narrazione orale delle nostre campagne.
L’autore
Nato a Napoli nel 1840, figlio del patriota liberale Paolo Emilio Imbriani e nipote del poeta risorgimentale Alessandro Poerio, Vittorio Imbriani seguì fin da bambino il padre in esilio, vivendo a Nizza e poi a Torino, dove frequentò le lezioni di Francesco De Sanctis, con cui ruppe successivamente per divergenze politiche e personali. Proseguì gli studi a Berlino approfondendo il pensiero di Hegel, sviluppando posizioni politiche fortemente reazionarie e un assolutismo monarchico che lo resero un isolato anche all'interno della destra storica in cui militò. Tornato a Napoli, ottenne nel 1863 la libera docenza in estetica e avviò un'intensa attività giornalistica che proseguì per tutta la vita. Partecipò come volontario alla terza guerra d'indipendenza nel 1866, combattendo a Bezzecca e finendo prigioniero in Croazia. Fondò nel 1872 con Bertrando Spaventa e Francesco Fiorentino il «Giornale napoletano di filosofia e lettere» di orientamento hegeliano, e fu attivo anche in politica come consigliere provinciale. Nonostante un rapporto conflittuale con l'ambiente accademico, che gli negò a lungo la cattedra desiderata, ottenne infine nel 1884 l'incarico di letteratura italiana all'Università di Napoli, quando però la malattia che lo aveva reso paralitico gli impedì ormai di insegnare. Morì a Napoli il 1º gennaio 1886.
Scheda
- Autore
- Vittorio Imbriani
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Narrativa letteraria
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 627
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2262






