
XII conti pomiglianesi: con varianti avellinesi, montellesi, bagnolesi, milanesi, toscane, ecc.
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Il libro
Dodici racconti popolari raccolti nel dialetto di Pomigliano d'Arco, con varianti provenienti da Avellino, Montella, Bagnoli, Milano e la Toscana, compongono questo prezioso mosaico di narrativa orale italiana curato da Vittorio Imbriani. Storie come quella di Giuseppe 'a Veretà o di Viola si intrecciano a un rigoroso apparato di note critiche che ne rintracciano le fonti, i paralleli letterari — dallo Straparola alle Piacevoli notti — e le trasformazioni regionali, in un lavoro filologico che anticipa i moderni studi di antropologia culturale e folklore comparato. Imbriani, letterato e polemista tra i più originali dell'Ottocento italiano, unisce qui rigore erudito e amore autentico per la cultura popolare, restituendo dignità letteraria a un patrimonio orale spesso trascurato dagli studi ufficiali. Un classico degli studi demologici italiani, fondamentale per chiunque voglia esplorare le radici narrative condivise da culture regionali apparentemente lontanissime tra loro.
L’autore
Nato a Napoli nel 1840, figlio del patriota liberale Paolo Emilio Imbriani e nipote del poeta risorgimentale Alessandro Poerio, Vittorio Imbriani seguì fin da bambino il padre in esilio, vivendo a Nizza e poi a Torino, dove frequentò le lezioni di Francesco De Sanctis, con cui ruppe successivamente per divergenze politiche e personali. Proseguì gli studi a Berlino approfondendo il pensiero di Hegel, sviluppando posizioni politiche fortemente reazionarie e un assolutismo monarchico che lo resero un isolato anche all'interno della destra storica in cui militò. Tornato a Napoli, ottenne nel 1863 la libera docenza in estetica e avviò un'intensa attività giornalistica che proseguì per tutta la vita. Partecipò come volontario alla terza guerra d'indipendenza nel 1866, combattendo a Bezzecca e finendo prigioniero in Croazia. Fondò nel 1872 con Bertrando Spaventa e Francesco Fiorentino il «Giornale napoletano di filosofia e lettere» di orientamento hegeliano, e fu attivo anche in politica come consigliere provinciale. Nonostante un rapporto conflittuale con l'ambiente accademico, che gli negò a lungo la cattedra desiderata, ottenne infine nel 1884 l'incarico di letteratura italiana all'Università di Napoli, quando però la malattia che lo aveva reso paralitico gli impedì ormai di insegnare. Morì a Napoli il 1º gennaio 1886.
Scheda
- Autore
- Vittorio Imbriani
- Collana
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 258
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2343






