
La vendetta paterna
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Il libro
Un dramma di sangue e onore ambientato in un'Italia segnata da passioni violente e codici d'onore antichi, in cui la vendetta diventa l'unica via percorribile per riparare un torto subito. Accanto al racconto principale, il volume raccoglie lettere inedite e una predica del Venerdì Santo, testimonianze preziose della vasta produzione e della personalità inquieta del suo autore, patriota e scrittore tra i protagonisti del Risorgimento livornese. Con uno stile ricco e appassionato, tipico della sua vena romantica e civile, la narrazione si muove tra tensione drammatica e riflessione morale, componendo un ritratto di umanità dilaniata tra dovere, dolore e desiderio di giustizia. Corredato da una prefazione che ne ricostruisce la figura di intellettuale e combattente per la libertà italiana, il volume restituisce la voce di uno degli autori più intensi e tormentati della letteratura risorgimentale, capace di fondere impegno civile e slancio narrativo.
L’autore
Nato a Livorno nel 1804 in un momento in cui la città era colpita dalla febbre gialla, Francesco Domenico Guerrazzi ebbe un'infanzia difficile e un carattere aspro, che lo portò a scontri anche violenti; studiò legge a Pisa, dove nel 1821 conobbe Lord Byron, di cui divenne ammiratore e a cui dedicò i suoi primi versi. Fu allontanato dall'università per motivi politici e, dopo la laurea nel 1824, aprì uno studio di avvocato a Livorno affiancando all'attività forense quella letteraria: pubblicò il romanzo storico La battaglia di Benevento e fondò con l'amico Carlo Bini il giornale repubblicano L'indicatore livornese, presto soppresso dalle autorità. Un discorso in memoria di un ufficiale napoleonico gli costò un processo e sei mesi di confino a Montepulciano, dove scrisse il romanzo L'assedio di Firenze. Convinto sostenitore degli ideali repubblicani e affiliato alla Giovine Italia di Mazzini, fu tra i protagonisti del movimento risorgimentale a Livorno, uno dei centri più attivi nella diffusione delle idee mazziniane. Intellettuale organico della borghesia democratica del primo Ottocento, seppe interpretare attraverso i suoi scritti le aspirazioni politiche e culturali del proprio ambiente, muovendo dall'osservatorio particolare della sua città. Morì a Cecina nel 1873.
Scheda
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Narrativa storica
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 145
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2498






