
Paolo Pelliccioni, Volume 2 (of 2)
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Il libro
Nel cuore di un intreccio amoroso e cavalleresco, il giovane Paolo si trova conteso tra due donne agli antipodi per temperamento e bellezza, mentre la trama, seminata di colpi di scena e digressioni satiriche, si dipana verso un epilogo ricco di sorprese. Guerrazzi, con la consueta verve polemica e uno stile che alterna toni epici a fulminanti battute caustiche contro il clero e le convenzioni sociali, conclude in questo secondo volume il racconto storico avviato in precedenza, mescolando avventura, sentimento e riflessione morale sulla natura umana. Personaggi popolari e nobili si alternano sulla scena in un affresco corale che non rinuncia mai all'affondo polemico contro l'ipocrisia religiosa e i vizi del potere, cifra distintiva della scrittura guerrazziana. Con la sua prosa ricca, barocca, a tratti irriverente, l'autore livornese conferma qui la propria vocazione di narratore capace di fondere il romanzo storico con la satira di costume, in un racconto che intrattiene senza mai perdere di vista l'intento civile e morale.
L’autore
Nato a Livorno nel 1804 in un momento in cui la città era colpita dalla febbre gialla, Francesco Domenico Guerrazzi ebbe un'infanzia difficile e un carattere aspro, che lo portò a scontri anche violenti; studiò legge a Pisa, dove nel 1821 conobbe Lord Byron, di cui divenne ammiratore e a cui dedicò i suoi primi versi. Fu allontanato dall'università per motivi politici e, dopo la laurea nel 1824, aprì uno studio di avvocato a Livorno affiancando all'attività forense quella letteraria: pubblicò il romanzo storico La battaglia di Benevento e fondò con l'amico Carlo Bini il giornale repubblicano L'indicatore livornese, presto soppresso dalle autorità. Un discorso in memoria di un ufficiale napoleonico gli costò un processo e sei mesi di confino a Montepulciano, dove scrisse il romanzo L'assedio di Firenze. Convinto sostenitore degli ideali repubblicani e affiliato alla Giovine Italia di Mazzini, fu tra i protagonisti del movimento risorgimentale a Livorno, uno dei centri più attivi nella diffusione delle idee mazziniane. Intellettuale organico della borghesia democratica del primo Ottocento, seppe interpretare attraverso i suoi scritti le aspirazioni politiche e culturali del proprio ambiente, muovendo dall'osservatorio particolare della sua città. Morì a Cecina nel 1873.
Scheda
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Narrativa storica
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 133
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2519






