
La via del male
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Il libro
Nella Nuoro di fine Ottocento, Pietro Benu, giovane di umili origini, coltiva un sogno di ascesa sociale che passa attraverso l'amore per Maria, figlia di una famiglia benestante. Fra bettole polverose, cortili ombreggiati e le rigide gerarchie di un paese dove tutti si conoscono e si giudicano, la vicenda segue il lento e doloroso cammino di un uomo diviso fra ambizione, desiderio e i limiti imposti dalla propria condizione. Quando il sospetto di un tradimento si insinua nel cuore di Pietro, l'intera costruzione di speranze e progetti rischia di crollare, trascinandolo in una spirale di gelosia e disperazione. Con la potenza narrativa e l'attenzione ai moti profondi dell'animo che caratterizzano la sua opera, l'autrice dipinge un ritratto vivido della società sarda arcaica, sospesa fra passione e fatalismo. Un romanzo intenso sul prezzo dell'amore in un mondo di rigide barriere sociali.
L’autore
Nata a Nuoro nel 1871 da una famiglia benestante — il padre possidente e poeta dialettale, la madre dedita alla casa — Grazia Deledda ricevette un'istruzione formale limitata alle scuole elementari, completata poi privatamente con lezioni del professor Pietro Ganga e da un'intensa attività di autodidatta, che le fece sviluppare un amore particolare per la letteratura classica. Crebbe in una società chiusa e patriarcale, quella della Sardegna di fine Ottocento, contro le cui rigide convenzioni per la condizione femminile la scrittrice maturò una vocazione letteraria vissuta come una sfida personale. Ebbe un ruolo importante nella sua formazione l'amicizia con lo scrittore sassarese Enrico Costa, tra i primi a riconoscerne il talento, mentre la famiglia fu segnata da diversi lutti e difficoltà, incluse le vicende dei fratelli minori. Attraverso romanzi e novelle ambientati nella sua terra, Deledda seppe raccontare con intensità il mondo rurale e pastorale sardo e le sue trasformazioni, dando voce a una sensibilità femminile che si scontrava con le rigidità sociali del tempo. La sua opera le valse nel 1926 il premio Nobel per la letteratura, che la consacrò seconda donna al mondo, dopo la svedese Selma Lagerlöf, e unica italiana a riceverlo in questa disciplina. Morì a Roma nel 1936.
Scheda
- Autore
- Grazia Deledda
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Romance
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 213
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2767






