
Per l'ingresso in Roma della Regina di Svezia
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Il libro
Composto per celebrare il solenne ingresso a Roma della regina Cristina di Svezia, convertita al cattolicesimo e accolta con grandi onori dalla corte pontificia nel Seicento, questo poema encomiastico di Antonio Caraccio dispiega in ottave sontuose un repertorio di immagini allegoriche e mitologiche, tra regge sommerse, divinità marine e trionfali cortei, per esaltare la magnificenza dell'evento e la figura della sovrana convertita. Nello stile enfatico e ornatissimo tipico della poesia celebrativa barocca, l'autore accumula metafore preziose e visioni fantastiche, piegando la tradizione encomiastica cortigiana a uno degli eventi diplomatici e religiosi più risonanti del secolo. Testimonianza del gusto secentesco per la meraviglia e l'ornato retorico, il poemetto restituisce insieme il fasto delle celebrazioni romane e le movenze tipiche della poesia d'occasione barocca, genere fiorito nella Roma dei papi per celebrare eventi dinastici, religiosi e diplomatici di rilievo europeo.
L’autore
Antonio Caraccio, barone di Corano, nacque a Nardò nel 1630, figlio di Niccolò Caraccio e della poetessa Caterina Scorna. Dopo gli studi tra Nardò e Napoli, si trasferì a Roma nel 1651, dove avviò la carriera di segretario presso illustri cardinali, tra cui Marcantonio Bragadin e Vincenzo Costaguti, per poi entrare al servizio del governatore di Roma, cardinale Giambattista Spinola, come maestro di camera e capitano della guardia. Nel 1690 fu ammesso nella neonata Accademia dell'Arcadia, dove ricoprì il ruolo di Vicecustode con il nome pastorale di Lacone Cromizio. Fu autore di poemi e opere celebrative legate alle grandi occasioni della sua epoca: tra queste, «La pace pronuba», scritto per le nozze di Luigi XIV con l'infanta Maria Teresa di Spagna, e «L'imperio vendicato», dedicato alla Repubblica di Venezia. La sua ultima opera fu la tragedia «Il Corradino», del 1694. Morì a Roma nel 1702, poco dopo la moglie Beatrice Saladina, dopo aver trascorso gli ultimi anni afflitto da sonnambulismo. La sua produzione poetica testimonia il gusto celebrativo tipico della corte barocca romana.
Scheda
- Autore
- Antonio Caraccio
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Poesia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 17
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-3217






