
Malmantile racquistato
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Il libro
Un poema eroicomico in ottave che racconta, con lo stesso apparato di battaglie, incantesimi e personaggi fantastici della tradizione cavalleresca, l'assedio e la riconquista della fortezza di Malmantile, tenuta da un usurpatore. Attorno all'intreccio principale si affollano cavalieri, streghe, giganti e figure grottesche coinvolti in avventure che parodiano apertamente i modelli di Ariosto e Boiardo, rovesciandone il tono aulico in una comicità popolaresca costruita su un fittissimo repertorio di modi di dire e proverbi toscani. Il linguaggio, volutamente fiorentino e colloquiale, fa da vero protagonista dell'opera insieme alla trama: ogni situazione diventa pretesto per sfoggiare un'espressione idiomatica, un proverbio popolare o un doppio senso arguto, in un continuo gioco tra narrazione e virtuosismo verbale. Il risultato è un affresco linguistico e comico del popolo toscano seicentesco, capolavoro del genere burlesco per la ricchezza inesauribile del suo repertorio verbale e per la vivacità dei suoi caratteri.
L’autore
Nato a Firenze nel 1606 da una famiglia di albergatori benestanti, ricevette un'educazione solida che unì studi umanistici e una profonda partecipazione alla vita religiosa cittadina, entrando fin da giovane nella Confraternita dell'Arcangelo Raffaello, dove ricoprì diversi incarichi nel corso degli anni. Accanto agli interessi letterari coltivò la pittura, formandosi nella bottega di Matteo Rosselli, di cui divenne presto collaboratore stretto prima di raggiungere una piena autonomia artistica. La sua produzione giovanile, debitrice dello stile del maestro, si arricchì nel tempo di uno stile personale riconoscibile per la definizione nitida delle mani e per la luce che modella i volti dei personaggi. Fu attivo anche come scenografo, collaborando alla realizzazione di apparati per rappresentazioni teatrali e sacre, e come attore dilettante nelle commedie messe in scena dalla sua confraternita. Membro dell'Accademia degli Apatisti e dell'Accademia delle arti del disegno, unì dunque per tutta la vita l'attività di pittore a quella di poeta e scrittore, in un percorso che rispecchia la ricca vita culturale della Firenze barocca. Morì nella sua città natale nel 1665.
Scheda
- Autore
- Lorenzo Lippi
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Poesia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 239
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-3182






