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Edizioni Athena
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Rafaella di Silvio Pellico – copertina Edizioni Athena

Silvio Pellico

Rafaella

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Il libro

Nel 1160, nel feudo di Saluzzo, l'arimanno Berardo della Quercia gode della fiducia del marchese Manfredo e vive una vita tranquilla tra i suoi campi, fino a quando la vicenda della figlia Rafaella non lo trascina in eventi ben più grandi di lui. Tra intrighi di corte, lotte tra Impero e Papato e i turbamenti di un'Italia comunale ancora in formazione, il destino della giovane si intreccia con quello di frati, abati e cavalieri, in un affresco storico che attraversa fede, potere e sentimento. Pubblicato postumo, questo romanzo di Silvio Pellico rivela un versante meno noto dell'autore delle «Mie prigioni»: quello del narratore capace di ricostruire con rigore e partecipazione morale un Medioevo italiano fatto di piccole comunità, grandi ideali e scelte di coscienza, in una prosa limpida che non tradisce mai la sua vocazione etica.

L’autore

Silvio Pellico nacque a Saluzzo nel 1789 e morì a Torino nel 1854; fu scrittore, poeta e patriota, noto soprattutto come autore de «Le mie prigioni». Dopo un'infanzia segnata da una solida educazione cattolica e un periodo di formazione commerciale a Lione, dove scoprì invece la passione per gli studi classici e per autori come Foscolo e Alfieri, si stabilì a Milano, dove insegnò francese e frequentò Vincenzo Monti e Ugo Foscolo, iniziando a scrivere tragedie di impianto classico come «Francesca da Rimini» (1815). Nel 1818 fondò e diresse la rivista «Il Conciliatore», punto di riferimento del romanticismo risorgimentale lombardo, frequentando intellettuali come Madame de Staël e Federico Confalonieri. Aderente alla setta segreta dei Federati, fu arrestato nel 1820 dalla polizia austriaca e, dopo un celebre processo, condannato a morte; la pena fu poi commutata in quindici anni di carcere duro nella fortezza dello Spielberg, a Brno. Da quell'esperienza nacque «Le mie prigioni», libro di memorie che ebbe enorme risonanza e forte influenza sul movimento risorgimentale, al punto che lo stesso Metternich ammise che danneggiò l'Austria più di una battaglia persa. Tornato in libertà nel 1830, visse gli ultimi anni a Palazzo Barolo, dedicandosi ancora alla scrittura e ad attività benefiche.

Scheda

Testo
Integrale, in lingua italiana
Pagine
circa 126
Formato
14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
Editore
Edizioni Athena
Codice
ETH-CHL-2681

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