
Sonetti e canzoni
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Il libro
Il canzoniere amoroso di un umanista napoletano meglio noto per la sua opera in prosa, qui interamente dedicato al genere lirico secondo i moduli della tradizione petrarchesca. I versi, indirizzati a una nobildonna cui l'autore affida con modestia le proprie prove giovanili, esplorano la fenomenologia dell'amore cortese: lo sguardo che accende la passione, la bellezza della mano e degli occhi come oggetto di contemplazione quasi religiosa, la sofferenza della lontananza, l'invocazione alle stelle e ai luoghi cari come confidenti silenziosi. Lo stile è elegante e misurato, attento alla musicalità del verso e alla costruzione di immagini raffinate, in linea con il gusto classicheggiante che caratterizza tutta la produzione dell'autore. Il tono resta prevalentemente malinconico, sospeso tra l'ammirazione idealizzata e il desiderio mai pienamente corrisposto, in una delle voci più eleganti della lirica napoletana di fine Quattrocento.
L’autore
Jacopo Sannazaro nacque a Napoli nel 1457 in una famiglia nobile di origine lombarda. Rimasto orfano di padre in tenera età, trascorse l'infanzia nei feudi materni presso Salerno, dove il contatto con la natura campestre lasciò un segno profondo che avrebbe poi ispirato la sua opera più celebre. Tornato a Napoli per completare gli studi, entrò in contatto con l'ambiente umanistico cittadino e in particolare con Giovanni Pontano, di cui divenne allievo e collaboratore all'interno della prestigiosa Accademia Pontaniana, assumendo lo pseudonimo classicheggiante di Actius Syncerus. Al servizio della corte aragonese, si dedicò all'organizzazione di spettacoli e componimenti cortigiani, mentre sviluppava una vocazione precoce per la poesia bucolica, sulla scia della tradizione pastorale diffusa in Italia. Il capolavoro che ne consacrò la fama fu l'Arcadia, un prosimetro ambientato in un mondo pastorale idealizzato, elaborato nell'arco di più redazioni tra gli anni Ottanta del Quattrocento e il 1507, e destinato a un'influenza duratura sulla letteratura europea. Accanto alla produzione volgare coltivò un'intensa attività in lingua latina, componendo epigrammi, elegie ed egloghe marittime. Seguì le sorti della dinastia aragonese anche in esilio, prima di tornare a Napoli, dove morì nel 1530.
Scheda
- Autore
- Jacopo Sannazaro
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Poesia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 11
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-3177






