
Visione<br/>Poemetto
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Il libro
Un poemetto visionario in cui il poeta, colto dal sonno in una notte di angoscia, vede apparire il dio del fiume Arno in forma umana, sconvolto e in lacrime per le sciagure che si abbattono sulla città di Firenze. La divinità fluviale, tra accuse severe e presagi funesti, ammonisce il sognatore a fuggire da mura ormai maledette, scatenando in lui un terrore che lo risveglia di soprassalto e lo spinge a un cammino solitario nella notte. Il racconto prosegue con l'incontro, lungo il percorso onirico, di un'ombra che narra la propria fine ingiusta, vittima di un inganno e di un'invidia che ne causò la rovina. Il registro è cupo e allegorico, costruito su terzine dantesche che rievocano apertamente il modello della Commedia, e restituisce un piccolo capolavoro di visione politica e morale mascherata da racconto fantastico.
L’autore
Jacopo Sannazaro nacque a Napoli nel 1457 in una famiglia nobile di origine lombarda. Rimasto orfano di padre in tenera età, trascorse l'infanzia nei feudi materni presso Salerno, dove il contatto con la natura campestre lasciò un segno profondo che avrebbe poi ispirato la sua opera più celebre. Tornato a Napoli per completare gli studi, entrò in contatto con l'ambiente umanistico cittadino e in particolare con Giovanni Pontano, di cui divenne allievo e collaboratore all'interno della prestigiosa Accademia Pontaniana, assumendo lo pseudonimo classicheggiante di Actius Syncerus. Al servizio della corte aragonese, si dedicò all'organizzazione di spettacoli e componimenti cortigiani, mentre sviluppava una vocazione precoce per la poesia bucolica, sulla scia della tradizione pastorale diffusa in Italia. Il capolavoro che ne consacrò la fama fu l'Arcadia, un prosimetro ambientato in un mondo pastorale idealizzato, elaborato nell'arco di più redazioni tra gli anni Ottanta del Quattrocento e il 1507, e destinato a un'influenza duratura sulla letteratura europea. Accanto alla produzione volgare coltivò un'intensa attività in lingua latina, componendo epigrammi, elegie ed egloghe marittime. Seguì le sorti della dinastia aragonese anche in esilio, prima di tornare a Napoli, dove morì nel 1530.
Scheda
- Autore
- Jacopo Sannazaro
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Poesia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 12
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-3190






