
Ugo Foscolo
Niccolò Foscolo, che preferì farsi chiamare Ugo, nacque nel 1778 a Zante, isola greca allora sotto il dominio della Repubblica di Venezia, da un padre medico di origini veneziane e da una madre greca. Considerato tra i massimi letterati italiani a cavallo tra Settecento e Ottocento, visse sempre come un esule, diviso tra l'eredità classica ellenica e il fortissimo legame con l'Italia, sua patria d'elezione. Militò, criticamente, nelle file napoleoniche e si oppose agli austriaci, sospinto da un carattere fiero e da convinzioni repubblicane. Privo di fede religiosa e segnato da passioni inquiete, fu affascinato dagli ideali di armonia ed equilibrio della Grecia antica, secondo l'insegnamento di Winckelmann, che stemperò il suo titanismo romantico in immagini di compostezza neoclassica. Tornato brevemente in Italia nel 1813, scelse un nuovo esilio volontario e morì in povertà a Londra nel 1827. Le sue ceneri furono riportate in Italia nel 1871 e tumulate nella basilica di Santa Croce a Firenze, il tempio che egli stesso aveva celebrato nei «Sepolcri» (1806), il suo capolavoro poetico…





