
Vincenzo Monti
Vincenzo Monti nacque ad Alfonsine, in Romagna, nel 1754 e morì a Milano nel 1828; fu poeta, scrittore, traduttore e drammaturgo, considerato l'esponente per eccellenza del Neoclassicismo italiano pur avendo attraversato stili diversi, anche vicini al Romanticismo. Figlio di un perito agrimensore, studiò in seminario a Faenza e poi diritto e medicina a Ferrara, dove nel 1775 entrò nell'Accademia dell'Arcadia distinguendosi presto per un talento poetico precoce, alimentato dalla lettura dei poeti latini e degli autori arcadici. Fu al servizio sia della corte papale sia di quella napoleonica, e infine si avvicinò agli austriaci dopo il Congresso di Vienna, mutando più volte e con radicalità opinioni politiche e religiose secondo le circostanze: per questo Francesco De Sanctis lo definì «segretario dell'opinione dominante», e ricevette critiche anche da Foscolo e Leopardi. Nonostante ciò, fu unanimemente riconosciuto come abile verseggiatore e traduttore, apprezzato da autori come Alfieri, Stendhal e Carducci, e resta ricordato soprattutto per la sua celebre traduzione dell'Iliade…







