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Edizioni Athena
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I nuovi tartufi di Francesco Domenico Guerrazzi – copertina Edizioni Athena

Francesco Domenico Guerrazzi

I nuovi tartufi

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Il libro

Con la consueta vena polemica e il gusto per il paradosso, Francesco Domenico Guerrazzi firma un racconto satirico che smaschera l'ipocrisia dei falsi moralisti del proprio tempo, i nuovi Tartufi pronti a indossare la maschera della virtù per meglio perseguire i propri interessi. Aperto da una bizzarra orazione funebre dedicata a un gatto esemplare per fedeltà e devozione - modello paradossale di virtù che nessun uomo saprebbe eguagliare - il racconto si snoda tra invettive contro il potere, ritratti caustici di letterati e avvocati opportunisti e riflessioni amare sulla natura umana. Guerrazzi, scrittore combattivo e sempre pronto alla polemica, mette in scena con ironia tagliente i vizi della società a lui contemporanea, in un testo che unisce satira di costume e impegno civile. Una prosa mordace che colpisce bersagli precisi senza mai perdere il gusto del gioco letterario e della battuta fulminante.

L’autore

Nato a Livorno nel 1804 in un momento in cui la città era colpita dalla febbre gialla, Francesco Domenico Guerrazzi ebbe un'infanzia difficile e un carattere aspro, che lo portò a scontri anche violenti; studiò legge a Pisa, dove nel 1821 conobbe Lord Byron, di cui divenne ammiratore e a cui dedicò i suoi primi versi. Fu allontanato dall'università per motivi politici e, dopo la laurea nel 1824, aprì uno studio di avvocato a Livorno affiancando all'attività forense quella letteraria: pubblicò il romanzo storico La battaglia di Benevento e fondò con l'amico Carlo Bini il giornale repubblicano L'indicatore livornese, presto soppresso dalle autorità. Un discorso in memoria di un ufficiale napoleonico gli costò un processo e sei mesi di confino a Montepulciano, dove scrisse il romanzo L'assedio di Firenze. Convinto sostenitore degli ideali repubblicani e affiliato alla Giovine Italia di Mazzini, fu tra i protagonisti del movimento risorgimentale a Livorno, uno dei centri più attivi nella diffusione delle idee mazziniane. Intellettuale organico della borghesia democratica del primo Ottocento, seppe interpretare attraverso i suoi scritti le aspirazioni politiche e culturali del proprio ambiente, muovendo dall'osservatorio particolare della sua città. Morì a Cecina nel 1873.

Scheda

Testo
Integrale, in lingua italiana
Pagine
circa 58
Formato
14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
Editore
Edizioni Athena
Codice
ETH-CHL-2356

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