
Il secolo che muore, vol. I
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Il libro
Primo volume dell'ultimo romanzo di Francesco Domenico Guerrazzi, pubblicato postumo nel 1885 e considerato dalla critica una delle sue opere letterariamente più riuscite. Ambientato nella Roma umbertina, il romanzo dipinge con sguardo sarcastico e disincantato i costumi, le istituzioni e gli uomini politici del proprio tempo, attraverso personaggi che si muovono tra ministeri, salotti e ambizioni di potere, mascherando vanità e opportunismo dietro un'apparenza di rispettabilità. Con uno stile arguto e corrosivo, l'autore livornese affida ai suoi protagonisti dialoghi taglienti che smascherano l'ipocrisia della classe dirigente post-risorgimentale, in un'opera che segna il passaggio dal romanticismo patriottico giovanile a una disillusione più matura e critica verso l'Italia unita. Pubblicato dodici anni dopo la morte dell'autore, questo romanzo offre una testimonianza preziosa del pensiero politico e morale di uno dei protagonisti più intransigenti del Risorgimento letterario italiano.
L’autore
Nato a Livorno nel 1804 in un momento in cui la città era colpita dalla febbre gialla, Francesco Domenico Guerrazzi ebbe un'infanzia difficile e un carattere aspro, che lo portò a scontri anche violenti; studiò legge a Pisa, dove nel 1821 conobbe Lord Byron, di cui divenne ammiratore e a cui dedicò i suoi primi versi. Fu allontanato dall'università per motivi politici e, dopo la laurea nel 1824, aprì uno studio di avvocato a Livorno affiancando all'attività forense quella letteraria: pubblicò il romanzo storico La battaglia di Benevento e fondò con l'amico Carlo Bini il giornale repubblicano L'indicatore livornese, presto soppresso dalle autorità. Un discorso in memoria di un ufficiale napoleonico gli costò un processo e sei mesi di confino a Montepulciano, dove scrisse il romanzo L'assedio di Firenze. Convinto sostenitore degli ideali repubblicani e affiliato alla Giovine Italia di Mazzini, fu tra i protagonisti del movimento risorgimentale a Livorno, uno dei centri più attivi nella diffusione delle idee mazziniane. Intellettuale organico della borghesia democratica del primo Ottocento, seppe interpretare attraverso i suoi scritti le aspirazioni politiche e culturali del proprio ambiente, muovendo dall'osservatorio particolare della sua città. Morì a Cecina nel 1873.
Scheda
- Collana
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 237
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2577






