
Isabella Orsini, duchessa di Bracciano
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Il libro
Nella Roma del Cinquecento, tra intrighi di corte e passioni funeste, si consuma il destino tragico di Isabella Orsini, duchessa di Bracciano. Francesco Domenico Guerrazzi, maestro del romanzo storico risorgimentale, ricostruisce con vigore drammatico le trame di potere e gelosia che avvolgono la nobile famiglia, muovendosi tra palazzi sontuosi e ambienti cortigiani dove cortesia e minaccia convivono nello stesso sguardo. Paolo Giordano Orsini, la corte medicea, i rituali di un'aristocrazia raffinata e spietata fanno da sfondo a una vicenda che unisce ricostruzione storica documentata e pathos romanzesco, in perfetto equilibrio tra fedeltà alle fonti e invenzione narrativa. Undicesima ristampa di un successo editoriale duraturo, «Isabella Orsini» conferma la maestria di Guerrazzi nel restituire al lettore ottocentesco l'Italia rinascimentale con tutta la sua bellezza inquietante e la sua violenza sotterranea.
L’autore
Nato a Livorno nel 1804 in un momento in cui la città era colpita dalla febbre gialla, Francesco Domenico Guerrazzi ebbe un'infanzia difficile e un carattere aspro, che lo portò a scontri anche violenti; studiò legge a Pisa, dove nel 1821 conobbe Lord Byron, di cui divenne ammiratore e a cui dedicò i suoi primi versi. Fu allontanato dall'università per motivi politici e, dopo la laurea nel 1824, aprì uno studio di avvocato a Livorno affiancando all'attività forense quella letteraria: pubblicò il romanzo storico La battaglia di Benevento e fondò con l'amico Carlo Bini il giornale repubblicano L'indicatore livornese, presto soppresso dalle autorità. Un discorso in memoria di un ufficiale napoleonico gli costò un processo e sei mesi di confino a Montepulciano, dove scrisse il romanzo L'assedio di Firenze. Convinto sostenitore degli ideali repubblicani e affiliato alla Giovine Italia di Mazzini, fu tra i protagonisti del movimento risorgimentale a Livorno, uno dei centri più attivi nella diffusione delle idee mazziniane. Intellettuale organico della borghesia democratica del primo Ottocento, seppe interpretare attraverso i suoi scritti le aspirazioni politiche e culturali del proprio ambiente, muovendo dall'osservatorio particolare della sua città. Morì a Cecina nel 1873.
Scheda
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Narrativa storica
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 324
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2285






