
La guerra dei mondi
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Il libro
Tarda estate del 189x, Inghilterra meridionale. L’astronomo Ogilvy nota un lampo su Marte, ma la notizia non preoccupa la sonnacchiosa campagna del Surrey. Poche notti dopo, un oggetto incandescente squarcia il cielo e si schianta nella brughiera di Horsell. È un cilindro metallico che inizia a svitarsi: al suo interno si agitano forme di vita orribili, tentacolari, armate di un raggio ardente capace di incenerire ogni cosa. In poche ore, macchine tripodi alte decine di metri emergono dal cratere e cominciano ad avanzare, lasciando dietro di sé desolazione e un fumo nero che soffoca ogni respiro. Le pacifiche cittadine di Woking e Weybridge sono rase al suolo; l’artiglieria umana si rivela inutile contro le macchine venute da Marte. Il narratore, separato dalla moglie, si unisce alla marea di profughi che scappa verso Londra, ma scopre che la salvezza è un’illusione. Assiste alla distruzione di Shepperton, si nasconde in una casa crollata tra Putney e Wimbledon, dove la convivenza forzata con un curato sconvolto mette a nudo gli istinti più oscuri. Intanto, una vegetazione rossa e aliena si propaga ovunque, segno di un ecosistema ostile che vuole cancellare il nostro. Con taglio quasi giornalistico, Wells costruisce una parabola sulla fragilità dell’impero britannico e sulla brutalità del colonialismo, ribaltando la prospettiva del ‘selvaggio’ che viene invaso. Pubblicato nel 1898, 'La guerra dei mondi' ha inventato il genere dell'invasione aliena e, a oltre un secolo di distanza, risuona più attuale che mai.
L’autore
Herbert George Wells nacque nel 1866 a Bromley, in una famiglia della piccola borghesia inglese: il padre giardiniere e poi negoziante, la madre domestica. Nonostante origini modeste, si affermò come uno degli scrittori più letti del suo tempo e come uno dei padri fondatori della moderna fantascienza, insieme a Jules Verne. Nei suoi romanzi utopici e visionari anticipò con sorprendente lungimiranza invenzioni allora impensabili, come l'aviazione, i mezzi corazzati, i viaggi nello spazio e le armi nucleari, unendo l'immaginazione narrativa a una riflessione quasi profetica sul futuro della civiltà. Fu anche un instancabile giornalista e saggista, autore di centinaia di articoli, dialoghi e recensioni pubblicati fra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, oltre che un apprezzato divulgatore scientifico in contatto con importanti uomini di scienza dell'epoca. Convinto socialista e pacifista, nella maturità dedicò gran parte della propria opera alla critica sociale e alla promozione dell'idea di un governo mondiale unificato, mentre nei romanzi di metà carriera si avvicinò a temi più realistici, come le condizioni della classe media e l'emancipazione femminile. Morì a Londra nel 1946, lasciando un'eredità letteraria che continua a essere un punto di riferimento imprescindibile per il genere fantascientifico.
Scheda
- Autore
- H. G. Wells
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Fantascienza
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 197
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2161






