
Lo astrologo
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Il libro
A Napoli, il sedicente astrologo Albumazar guida una banda di furfanti esperti in ogni sorta di raggiro — dallo scasso alla falsificazione di documenti, dal borseggio all'inganno più sofisticato — vantandosi con i suoi compagni delle imprese passate come fossero gesta eroiche. Quando tra le loro vittime designate finisce anche l'ingenuo Vignarolo, appena tornato da un viaggio, il gruppo mette in scena un elaborato imbroglio fatto di false predizioni astrali, travestimenti e abbracci opportunisti che nascondono mani lestissime. Giovanni Battista Della Porta, scienziato e commediografo napoletano, costruisce una commedia degli inganni brillante e ricca di trovate sceniche, che unisce la tradizione della beffa cinquecentesca al gusto per la truffa organizzata con quasi militare precisione. Comicità di parola e di situazione si intrecciano in un vorticoso susseguirsi di raggiri sempre più audaci.
L’autore
Nato a Vico Equense nel 1535 da una famiglia agiata di proprietari terrieri e armatori, Giovanni Battista Della Porta visse a Napoli nel pieno della rivoluzione scientifica, dedicando l'intera esistenza a molteplici discipline: filosofia, alchimia, scienza e teatro. Fu autore, prima ancora di Galileo, di un trattato sulla costruzione di un telescopio, di cui realizzò anche un prototipo. La sua opera più celebre, «Magia Naturalis», pubblicata a partire dal 1558, spaziava dalla filosofia naturale all'astrologia, dalla matematica alla meteorologia, valendogli l'appellativo di «professore di segreti». Fondò l'Academia Secretorum Naturae, la prima accademia scientifica d'Europa, per l'ammissione alla quale era richiesta una nuova scoperta scientifica; l'istituzione fu però sospettata di occultismo e chiusa per ordine papale nel 1579, quando lo stesso Della Porta fu indagato dall'Inquisizione. Fu inoltre autore del «De Furtivis Literarum Notis» (1563), che lo rende uno dei maggiori crittografi del Rinascimento, e di importanti studi di fisiognomica che influenzarono lo svizzero Johann Kaspar Lavater. Si dedicò anche all'agricoltura e alla commediografia. Morì a Napoli nel 1615, lasciando un'eredità scientifica e culturale di straordinaria ampiezza.
Scheda
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Teatro e drammaturgia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 77
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2944






