
Ferdinando Petruccelli della Gattina
Memorie di Giuda, vol. I
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Il libro
Gerusalemme, tempo della festa dei Tabernacoli, sotto il governo di Ponzio Pilato: la città brulica di pellegrini giunti da ogni angolo della Giudea, mentre un uomo destinato a passare alla storia come il traditore per eccellenza comincia a raccontare, in prima persona e con voce inattesa, la propria versione dei fatti. Presentato con arguzia come un antico codice apocrifo ritrovato tra i papiri d'Ercolano, questo romanzo storico immagina le memorie di Giuda Iscariota, restituendogli una voce, delle motivazioni, un'umanità complessa lontana dalla caricatura del traditore. Petruccelli della Gattina costruisce con erudizione e ironia un affresco della Palestina romana, popolato di soldati, sacerdoti, cortigiane e cospiratori, in cui la vicenda evangelica viene riletta attraverso una lente insieme storica e provocatoriamente rivisionista. Opera audace per l'epoca, capace di scandalizzare e affascinare insieme, questo primo volume getta le basi di una delle riscritture più originali e controverse della figura di Giuda nella letteratura italiana dell'Ottocento.
L’autore
Nato a Moliterno nel 1815 da un medico carbonaro e da una nobildonna, Ferdinando Petruccelli della Gattina sviluppò fin da bambino un profondo anticlericalismo, alimentato da esperienze scolastiche severe nei seminari gesuitici dove fu inviato. Aggiunse al proprio cognome «della Gattina», nome di un podere di famiglia, per sfuggire alle ricerche della polizia borbonica che lo perseguitava per le sue idee politiche. Dopo la laurea in medicina a Napoli si dedicò al giornalismo, viaggiando come corrispondente in Francia, Gran Bretagna e Germania e aderendo alla massoneria. Arrestato nel 1846 per l'appartenenza alla Giovine Italia, tornò a Napoli nel 1848, anno della rivoluzione, e fu eletto deputato al parlamento costituzionale, dirigendo un giornale dai toni vivaci e polemici che gli valse critiche feroci sia dai monarchici sia da alcuni liberali. Esule in Francia e Inghilterra dopo la repressione borbonica, fu apprezzato in tutta Europa come pubblicista e considerato un precursore del giornalismo moderno. È ricordato anche come inventore del filone del romanzo parlamentare, che denunciava il malcostume della politica italiana, con l'opera I moribondi del Palazzo Carignano. Morì a Parigi nel 1890.
Scheda
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Narrativa storica
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 239
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2522






