
Pensieri, Discorsi, Illustrazioni
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Il libro
Francesco Domenico Guerrazzi raccoglie in questo volume del 1847 pensieri, discorsi e illustrazioni che spaziano dalla riflessione politica e patriottica alla critica letteraria e civile, offrendo un ritratto vivido del suo pensiero appassionato e battagliero. Si apre con un'invocazione a Roma, «donna di province», in versi solenni ispirati al Petrarca, che introducono un percorso di scrittura militante attraversato da un forte afflato risorgimentale e da una visione tragica della decadenza e della rinascita delle nazioni. Tra prose oratorie, ritratti di personaggi storici e riflessioni sul destino d'Italia, Guerrazzi mette in mostra il suo stile fervido e visionario, capace di unire erudizione classica e passione civile. Figura centrale del romanticismo patriottico toscano, l'autore livornese offre in queste pagine un saggio della propria vis polemica e della propria vocazione oratoria, testimonianza preziosa del clima intellettuale che animò l'Italia negli anni immediatamente precedenti il 1848.
L’autore
Nato a Livorno nel 1804 in un momento in cui la città era colpita dalla febbre gialla, Francesco Domenico Guerrazzi ebbe un'infanzia difficile e un carattere aspro, che lo portò a scontri anche violenti; studiò legge a Pisa, dove nel 1821 conobbe Lord Byron, di cui divenne ammiratore e a cui dedicò i suoi primi versi. Fu allontanato dall'università per motivi politici e, dopo la laurea nel 1824, aprì uno studio di avvocato a Livorno affiancando all'attività forense quella letteraria: pubblicò il romanzo storico La battaglia di Benevento e fondò con l'amico Carlo Bini il giornale repubblicano L'indicatore livornese, presto soppresso dalle autorità. Un discorso in memoria di un ufficiale napoleonico gli costò un processo e sei mesi di confino a Montepulciano, dove scrisse il romanzo L'assedio di Firenze. Convinto sostenitore degli ideali repubblicani e affiliato alla Giovine Italia di Mazzini, fu tra i protagonisti del movimento risorgimentale a Livorno, uno dei centri più attivi nella diffusione delle idee mazziniane. Intellettuale organico della borghesia democratica del primo Ottocento, seppe interpretare attraverso i suoi scritti le aspirazioni politiche e culturali del proprio ambiente, muovendo dall'osservatorio particolare della sua città. Morì a Cecina nel 1873.
Scheda
- Collana
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 138
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2570






