
Francesco d'Altobianco Alberti
Poesie
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Il libro
Le Poesie di Francesco d'Altobianco Alberti, esponente della celebre famiglia fiorentina, raccolgono una produzione lirica quattrocentesca di ampio respiro morale e civile. I componimenti, spesso costruiti su una fitta trama di rime interne e giochi verbali, affrontano temi etici e sentenziosi — la prudenza, la fedeltà, il giudizio sugli uomini falsi e adulatori — accanto a testi più intimi di tono amoroso e confidenziale. Lo stile è denso e artificioso, tipico della tradizione toscana del secolo, con un gusto marcato per la sentenza proverbiale e per l'architettura metrica elaborata, ricca di rime equivoche e derivate. Il registro complessivo alterna la severità del moralista alla dolcezza del lirico amoroso, in una scrittura che testimonia la solida cultura retorica dell'ambiente fiorentino del Quattrocento. Una raccolta preziosa per ricostruire la produzione poetica meno nota di una delle grandi famiglie della Firenze rinascimentale.
L’autore
Nato a Firenze nel 1401, Francesco d'Altobianco Alberti apparteneva a un ramo minore dell'illustre famiglia Alberti. Suo padre Altobianco, coinvolto proprio in quell'anno in una congiura contro Rinaldo Gianfigliazzi che per poco non gli costò la vita, fu condannato, grazie ai meriti della famiglia, a un esilio trentennale ad almeno trenta miglia da Firenze, insieme ai fratelli Antonio, Calcidonio e Diamante; i membri della famiglia di età inferiore ai sedici anni, tra cui probabilmente lo stesso Francesco, furono invece condannati a un esilio decennale più severo, ad almeno cento miglia dalla città. Terminato il periodo di confino, Francesco tornò a Firenze e si dedicò all'attività di banchiere, senza tuttavia raggiungere grande fortuna economica; proprio l'impoverimento lo avvicinò alla scrittura di poesie d'amore. Fece parte della cerchia di intellettuali legati a Giovanni di Cosimo de' Medici ed è ricordato in particolare per la partecipazione, nel 1441, al celebre Certame coronario, oltre che per rime burlesche, sonetti e ballate di tono leggero. Morì a Firenze nel 1479, lasciando un'opera poetica minore ma significativa per comprendere gli ambienti letterari fiorentini del Quattrocento legati alla famiglia Alberti.
Scheda
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Poesia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 71
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-3165






