
Thomas Mann
Nato a Lubecca nel 1875 in un'agiata famiglia patrizia e mercantile, esordì nel 1901 con il romanzo «I Buddenbrook», ritratto della decadenza di una dinastia borghese, cui seguirono racconti come «Tonio Kröger» e «La morte a Venezia». Con «La montagna incantata» (1924) proseguì la tradizione europea del romanzo di formazione, sviluppando uno stile sintatticamente complesso e una voce narrante ironicamente distaccata dai personaggi, tratti che ritrovò in opere successive come «Mario e il mago», la tetralogia «Giuseppe e i suoi fratelli» e il tardo «Doktor Faustus». Figura di primo piano anche come saggista e commentatore politico, passò da un iniziale scetticismo verso la democrazia occidentale a una convinta difesa della Repubblica di Weimar. Con l'ascesa del nazismo emigrò nel 1933 in Svizzera, poi nel 1938 negli Stati Uniti, dove ottenne la cittadinanza, per tornare infine in Svizzera negli ultimi anni di vita. Fratello dello scrittore Heinrich Mann e padre di numerosi figli scrittori, fu insignito nel 1929 del Premio Nobel per la Letteratura, che consacrò definitivamente la sua…

















