
Atlantide
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Il libro
Un poema satirico che si scaglia contro il decadimento morale, politico e letterario del proprio tempo, mescolando toni epici e grotteschi in una parodia corrosiva della società borghese. La voce del poeta oscilla tra sdegno civile e beffa, tra invettiva e visione allegorica, in un impasto che richiama apertamente la libertà dissacrante di Aristofane. Sotto forma di viaggio o rappresentazione fantastica, si dispiega una galleria di figure e scene che incarnano vizi, ipocrisie e miserie di un mondo giudicato ormai esausto, incapace di rispondere ai propri fini. La lingua è densa, ricca di immagini vivide e di un ritmo incalzante, capace di passare dal sarcasmo pungente all'afflato lirico più alto. Non è un semplice sfogo polemico, ma un tentativo di dare forma artistica a un'indignazione condivisa, nella convinzione che la poesia, quando la corruzione perde ogni grandezza, abbia il diritto di ricorrere allo scherno. Un'opera che unisce satira e lirica per raccontare un secolo che si sfascia e, insieme, invoca il proprio rinnovamento.
L’autore
Nato a Catania nel 1844 con il cognome Rapisarda, poi modificato in Rapisardi in omaggio al suo poeta prediletto Giacomo Leopardi, Mario Rapisardi fu poeta, traduttore e italianista, soprannominato «il Vate Etneo». Formatosi con precettori religiosi e avviato controvoglia agli studi giuridici, si costruì una cultura da autodidatta, dichiarando di essersi «formato da sé» al di fuori di ogni scuola. Ammiratore di Garibaldi e Mazzini, divenne repubblicano convinto e pubblicò già negli anni Sessanta dell'Ottocento le prime raccolte poetiche, tra cui «Canti» (1863) e «La Palingenesi» (1868), quest'ultima incentrata su un auspicato rinnovamento religioso dell'umanità. Nel 1870 ottenne l'incarico di letteratura italiana all'Università di Catania, di cui divenne ordinario nel 1878, e nel 1877 pubblicò «Lucifero», poema che esaltava il trionfo del razionalismo e che l'arcivescovo di Catania fece bruciare per il suo carattere anticlericale. Il matrimonio con Giselda Fojanesi, turbato anche da una relazione con la Contessa Lara, si concluse nel 1883 quando scoprì il tradimento della moglie con l'amico Giovanni Verga. Rapisardi fu inoltre protagonista di una lunga e celebre polemica letteraria con Giosuè Carducci, protrattasi per quasi vent'anni, e morì a Catania nel 1912.
Scheda
- Autore
- Mario Rapisardi
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Poesia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 122
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-3110






