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Edizioni Athena
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Nell'ingranaggio di Beatrice Speraz – copertina Edizioni Athena

Beatrice Speraz

Nell'ingranaggio

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Il libro

Una lettera garbata annuncia a Gilda Mauri l'inizio di una nuova vita: raccomandata da una nobildonna, la giovane si appresta a entrare in una famiglia signorile come dama di compagnia, sotto lo sguardo apprensivo della vecchia zia Caterina che la esorta alla prudenza. Tra preparativi febbrili, consigli non richiesti e la sottile inquietudine di chi lascia la sicurezza domestica per affrontare il mondo dei salotti borghesi, prende avvio una vicenda che esplora dinamiche sociali, ambizioni e fragilità femminili di fine Ottocento. Il racconto segue poi intrecci di conversazioni mondane, giudizi taglienti scambiati tra ospiti e la delicatezza di sentimenti che si fanno strada tra convenienze e desideri autentici, con personaggi come Bardaniti e Giovanni al centro di dinamiche affettive complesse. Osservazione acuta dei rapporti di classe e ritratto psicologico accurato si fondono in una narrazione di ambiente. Un romanzo che indaga con sensibilità la condizione femminile nella società borghese italiana dell'epoca.

L’autore

Nata a Spalato, in Dalmazia, nel 1839 da padre slavo e madre di antica famiglia nobile istriana, Beatrice Speraz fu scrittrice italiana nota soprattutto con lo pseudonimo di Bruno Sperani. Rimasta orfana in giovane età, fu cresciuta dai nonni materni e si formò sui classici italiani e tedeschi, sviluppando una speciale affinità per Leopardi. Sposatasi giovanissima con il conte Giuseppe Vatta, da cui ebbe tre figli, abbandonò poi marito e famiglia nel 1864 per mantenersi come insegnante a Trieste, dove conobbe l'editore Emilio Treves. Legatasi in seguito a Giuseppe Levi, da cui ebbe altre quattro figlie, si trasferì con lui prima a Bologna e poi a Firenze, collaborando con testate come «La Nazione» e pubblicando il suo primo romanzo, «Due madri». Rimasta vedova nel 1875, si stabilì infine a Milano, allora fervido centro della vita culturale ed economica del Regno, dove scrisse per numerose riviste e giornali, tra cui il «Corriere della Sera», firmandosi anche Livia o Donna Isabella. Frequentò i salotti e i caffè della scapigliatura milanese, intrattenendo rapporti con intellettuali come Edmondo De Amicis e Giovanni Verga, e morì a Milano nel 1923.

Scheda

Testo
Integrale, in lingua italiana
Pagine
circa 246
Formato
14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
Editore
Edizioni Athena
Codice
ETH-CHL-2860

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